Davide Tangari del ristorante Valbruna di Padova è “Il Giovane delle Venezie” segnalato dalla nuova edizione della guida Venezie a Tavola 2021 diretta da Luigi Costa

Una tappa fondamentale, il premio della guida Venezie a Tavola, nella breve ma intensa carriera di Davide Tangari: già a febbraio di quest’anno gli è stato conferito il premio Adamo Digiuno, come miglior cuoco emergente del Veneto nella terza edizione di un riconoscimento che si ispira alla celebre frase del grande gastronomo francese Brillat Savarin: “La cucina è l’arte più antica perché Adamo è nato digiuno”. Alla fine del 2019 Davide Tangari, inoltre, ha partecipato e vinto le selezioni Nord del concorso Emergente Chef, il concorso ideato e condotto dal critico enogastronomico Luigi Cremona, la cui finale sarà organizzata prossimamente.

Davide Tangari

Sono emozionato come un bambino – racconta Davide –. Prima di tutto desidero ringraziare la proprietà che ha da sempre creduto in me: insieme abbiamo intrapreso sin dall’inizio quest’avvenuta che mi ha fatto crescere sia come professionista che come persona. Questo premio è un incentivo per un miglioramento continuo e va a tutta la brigata di cucina del Valbruna: io ho tirato il gol, ma l’azione è di tutta la squadra”.

Davide Tangari, riceverà il riconoscimento “Il Giovane delle Venezie” da Giannitessari Wine durante la premiazione che si terrà lunedì 26 ottobre, assieme agli altri 11 premiati delle altre categorie, presso il Cuoa Business School di Altavilla Vicentina. Una scelta voluta dal direttore della Guida Luigi Costa e dell’editore Filiberto Zovico per sottolineare un aspetto non banale e oggi sempre più decisivo: il cibo è cultura, ricerca e perfino arte, ma anche impresa. E, per superare la crisi, la capacità dei cuochi di essere anche imprenditori è un fattore imprescindibile.

A proposito dell'autore

Simona Pahontu
Caporedattrice

Una laurea in lettere con la predilezione per l'organizzazione di eventi. Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici. Una passionaria. Di tacchi a spillo e vestiti. Di viaggi e letteratura. Di enogastronomia e scrittura. Di cucina e vino. Della carne che cuoce sulla brace e del rito magico delle tagliatelle fatte in casa. Delle mille storie che ti racconta un vino e dei ricordi che ci puoi nascondere dentro. Dei filari di viti immersi nella luce calda dell’imbrunire, con tutta la loro poesia. Della vita. Ha dei gusti semplici, si accontenta sempre del meglio. Lo diceva anche Oscar Wilde. Un'Amélie Poulain di provincia che sogna le grandi metropoli e coltiva un amore profondo per Milano. Si commuove di fronte al suono di un pianoforte, alle mille sfumature rosa dei tramonti, ai quadri impressionisti e ai vestiti di Giambattista Valli

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