L’Università Ca’ Foscari Venezia ospita fino al 30 agosto 2015, Collected Landscape, la prima mostra personale in Italia dell’artista sudcoreano Byoung-Choon Park (1966, Youngdong), a cura di Hyun Joo Choe.

img_2589_595Collected landscape vuole approfondire la ricerca svolta negli ultimi cinque anni da uno degli artisti più rappresentativi della Corea del Sud. Byoung-Choon Park, che fin dagli anni Novanta si è focalizzato su una sperimentazione rivolta al superamento dei confini della tradizione artistica coreana, mescola impressioni di viaggio, spettacoli naturali, aree rivisitate di Google Earth, sensibilità contemporanea e memorie ataviche, con punti di vista insoliti e stranianti. Nei suoi dipinti l’artista introduce una rottura con la pittura classica, inserendo riferimenti alla vita quotidiana, come persone e oggetti, legati sia all’esperienza collettiva – in alcuni casi tratti da episodi di cronaca – sia al suo vissuto personale. I paesaggi rappresentati da Byoung-Choon Park potrebbero essere definiti “spazio-temporali”, luoghi del ricordo e dell’esperienza. Nelle sue opere la presenza umana è spesso evocata tramite elementi in scala ridotta e colorati, che esplicitamente si contrappongono alla vastità degli scenari naturali in bianco e nero: ne emerge una realtà indistinta che, nel suo essere al contempo presente e non familiare, riesce a generare nello spettatore una sottile inquietudine di fondo. Le opere, generalmente di grandi dimensioni, rappresentano paesaggi monumentali guardati da originali punti di vista e realizzati con una meticolosa cura del dettaglio, attraverso l’impiego del Muk, una tradizionale tipologia di inchiostro utilizzata in Oriente.
Ciò che affascina maggiormente in queste opere è l’inserimento del “dettaglio umano” (per la maggior parte paracadutisti), messo in risalto dal colore, che accentua il carattere di vastità del paesaggio bidimensionale. Seguendo questo dettaglio si viene trasportati all’interno dell’opera, mantenendo un privilegiato punto di vista. Rimaniamo soli a contemplare la grandiosità della Natura.

All’interno della mostra sono presenti anche due installazioni dello stesso autore:
1) Collected Landscape; situata al centro del percorso espositivo, è composta da 130 fogli di carta coreana appesi a ganci su tubi d’acciaio, decorati con motivi shan shui (un particolare stile di pittura cinese risalente al V secolo).
2) Plastic bags landscapes; le montagne e i canyon sudcoreani sono riprodotti in tridimensionalità grazie all’uso di sacchi di plastica nera all’interno di una stanza poco illuminata. Sospesi sugli imballaggi e illuminati da sottili fasci di luce artificiale si trovano di nuovo elementi umani come un aeroplanino rosso.