Chef Davide Di Rocco, dopo due anni ai fuochi del Fuel, lascia per diventare lui stesso imprenditore e chef del Ca’ Matta a Noale

Dopo due anni di lavoro ai fuochi del Fuel, ristorante padovano riconosciuto meritevole del cappello della guida L’Espresso 2020 e la conferma sulla guida Michelin, il primo vero coronamento di una vita di sacrifici, Davide di Rocco lascia il timone della brigata di cucina di Antonio Greggio, titolare del ristorante in Prato della Valle a Padova. La cucina di Di Rocco si basa sul rispetto totale della materia prima: pochi gusti azzardati, qualche tocco di innovazione con una salda base classica ed equilibrata, ma dai toni pungenti.

Chef Davide Di Rocco

Nato a Pavese di Robbio (Pavia), ma ormai adottato da terra veneta, Davide di Rocco, classe 1984, viene forgiato da diverse, ma quasi sempre ad impostazione classica, esperienze gastronomiche sopra i fornelli ardenti di Cracco e Cannavacciuolo, passando per il Palazzo dell’Hotel Bauer di Venezia con lo chef Giovanni Ciresa e, più recentemente, al Gelius di Oderzo, al fianco di Alessandro Breda, ha scelto di concludere la sua fruttuosa esperienza patavina, al Fuel in Prato della Valle, per diventare lui stesso imprenditore e chef del Ca’ Matta; un bistrò e ristorante gourmet, a Noale, che aprirà i suoi battenti per dare il benvenuto a Davide nell’imminenza delle festività di Pasqua.

Davide di Rocco, con la conclusione di quest’esperienza nella città del Santo ringrazia quanti sono diventati suoi estimatori non dimenticando il titolare Antonio Greggio che gli ha fornito il palcoscenico per dare sfogo a tutta la sua creatività in questi ultimi due anni. Piatti ben noti a critici gastronomi o semplici amanti della buona cucina, che lo hanno portato a scalare le classifiche delle guide, non ultima quella della Best Gourmet dell’Alpe Adria, in libreria dalla fine di gennaio. Guida che come le altre, tiene ben in evidenza il nome di chef Davide di Rocco e i suoi piatti. Concrete esperienze per il palato che con l’arrivo della primavera andranno gustati all’ombra della Rocca dei Tempesta di Noale.

A proposito dell'autore

Caporedattrice

Una laurea in lettere con la predilezione per l'organizzazione di eventi. Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici. Una passionaria. Di tacchi a spillo e vestiti. Di viaggi e letteratura. Di enogastronomia e scrittura. Di cucina e vino. Della carne che cuoce sulla brace e del rito magico delle tagliatelle fatte in casa. Delle mille storie che ti racconta un vino e dei ricordi che ci puoi nascondere dentro. Dei filari di viti immersi nella luce calda dell’imbrunire, con tutta la loro poesia. Della vita. Ha dei gusti semplici, si accontenta sempre del meglio. Lo diceva anche Oscar Wilde. Un'Amélie Poulain di provincia che sogna le grandi metropoli e coltiva un amore profondo per Milano. Si commuove di fronte al suono di un pianoforte, alle mille sfumature rosa dei tramonti, ai quadri impressionisti e ai vestiti di Giambattista Valli

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