Con l’energia che da sempre contraddistingue il suo impegno sociale Luigi Sposato, fondatore e AD di Eurointerim, agenzia per il lavoro, ci parla di Casa Elena , l’ultimo importante progetto che suggella oltre un decennio di collaborazione con il Gruppo Polis 

Il progetto verrà presentato in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne alla serata di gala del 24 Novembre.

Buongiorno Dott Sposato siamo qui per parlare dell’importante impegno sociale di Eurointerim e del sostegno ultradecennale a Gruppo Polis e ai servizi per le donne vittime di violenza. Iniziamo parlando di questa lunga partnership. Qual è stato il motivo che ha spinto Eurointerim a sostenere Gruppo Polis in questo percorso?

Questa collaborazione è nata oltre dieci anni fa ed è frutto di una forte sensibilità che, a livello personale e come azienda, abbiamo nei confronti dei soggetti deboli che oggi, come in passato , sono le donne e i bambini, anche se negli anni abbiamo sostenuto diverse iniziative orientate ai bambini, dalla ricerca per malattie rare alla Città della Speranza. Negli anni poi abbiamo visto che con il Gruppo Polis il nostro sostegno aveva una finalità concreta, cosa che non sempre è scontata. Gruppo Polis da sempre continuano a dare un sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro bambini, dando loro strumenti concreti anche di sopravvivenza che sono, principalmente, un alloggio e un’opportunità di lavoro. Abbiamo rinforzato questo legame decennale con l’impegno di aprire questa nuova struttura protetta.

Ci eravamo lasciati l’ultima volta prima del Covid con il vostro sostegno a Casa Viola ed il progetto di aiuto concreto da parte di Eurointerim nel reinserimento delle donne vittime di violenza nel mondo del lavoro ed ora siete impegnati a gamba tesa in questo nuovo impegno, Casa Elena che prenderà il suo avvio entro il primo semestre del 2024. Potrebbe condividere con noi i dettagli di questa iniziativa?

Noi, due anni fa, siamo diventati una società Benefit, che non significa che il nostro core business sia la beneficenza, significa che l’azienda formalizza, attraverso una relazione d’impatto che viene allegata al bilancio annuale quelle che sono le proprie iniziative di carattere sociale: in questa logica abbiamo deciso, con Gruppo Polisdi investire  di più sul futuro delle persone, sul futuro delle donne, sul futuro dei nostri figli, sul futuro della società. Casa Elena è una nuova struttura di accoglienza per le donne vittime di violenza e i loro figli. Noi, con il nostro desiderio di aiuto diamo un sostegno importante; certamente  Gruppo Polis dovrà alimentare questo fuoco con tutto l’impegno che li contraddistingue da anni. 

E’ un’iniziativa davvero lodevole che testimonia ancora una volta come Eurointerim riesca in qualche modo a fare welfare e ad esserci concretamente là dove ancora c’è molto da fare. Purtroppo in questi giorni siamo sconvolti per quello che è successo a Giulia. Tanto stiamo facendo per aiutare e sostenere le vittime di violenza ma forse non si fa ancora abbastanza e questi fatti ci portano a riflettere anche riguardo un altro aspetto che è quello della prevenzione e dell’educazione alla non violenza. Quali misure concrete secondo lei possono essere adottate per proteggere le donne vittime di violenza? 

Questa tragedia è entrata in tutte le famiglie con tutta la sua tragicità e ha preso la nostra coscienza. Poteva capitare a chiunque di noi. Credo che bisogna anzitutto lavorare sulle famiglie; Il lavoro deve partire dalle famiglie e dalla scuola con l’obiettivo di educare ad un nuovo linguaggio e alla correzione di certi comportamenti sbagliati, anche di piccoli segnali che ci possono far comprendere come certi comportamenti, certe frasi, certi gesti devono essere rispediti al mittente. Educare al rispetto e all’indipendenza, economica e affettiva. E’ importante  anche comprendere che educare al rispetto tra le persone in amore, in amicizia, è fondamentale per la durata di relazioni sane che, senza rispetto ed anche una sana distanza, diventano relazioni malate. Educhiamo i nostri figli insegnandogli che è fondamentale rendersi autonomi e indipendenti anche emotivamente. Purtroppo non è così perché troppo spesso si scaricano sui figli le frustrazioni i litigi, i ricatti, i sensi di colpa. Molte persone, donne soprattutto,  non hanno l’indipendenza economica e questo ancora determina, su larga scala, che molte donne non denunciano le violenze e questo sommerso è ancora dilagante. 

La Cena di Gala del 24 Novembre del Gruppo Polis ha visto la presentazione di Casa Elena che, se poco può fare in termini di prevenzione, può certamente rappresentare un ulteriore concreto aiuto di supporto alle donne vittime di violenza. 

La cena del 24 Novembre è stata un’occasione per mettere in luce Casa Elena, discutere del fenomeno della violenza di genere ed esplorare possibili azioni di prevenzione anche sull’universo maschile educando soprattutto i figli maschi ad un nuovo concetto educativo, meno patriarcale e più orientato al rispetto delle persone, maschi e femmine; aiutiamo i nostri figli a crescere sani, senza sensi di colpa; anche a livello di famiglie si può fare molto, lavorando sulle frustrazioni ed i disagi, anche dei genitori, che troppo spesso rivestono sui figli i loro problemi. Le regole, nel tempo, cambiano, i valori no: rispetto, solidarietà sono valori che dovrebbero partire da noi,  dalle famiglie, ma ancora troppo spesso non è così. Diciamo che c’è ancora molto da fare e progetti come Casa Elena, di grande supporto devono diventare anche occasione di confronto sul tema più ampio della prevenzione. 

Grazie, Dott. Sposato, per il suo tempo e per aver condiviso con noi queste informazioni preziose sull’impegno sociale di Eurointerim e sulla lodevole iniziativa di Casa Elena, certi che questo importante impegno farà la differenza nella vita di molte persone.