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Frida Kahlo e Diego Rivera: inaugura a Padova

Frida Kahlo e Diego Rivera: inaugura a Padova, proprio il giorno degli innamorati, una mostra che narra la più travolgente storia d’amore e di passione dell’intera storia dell’arte…

Chi era Frida Kahlo? Perché ipnotizza il mondo? Perché la sua vita, la sua storia e la sua arte sono irresistibili? Molte risposte si trovano nella mostra “Frida Kahlo e Diego Rivera. La collezione Gellman” inaugurata il 14 febbraio (e non a caso il giorno di San Valentino perché l’amore tra i due fu uno dei più travagliati che la storia dell’arte conosca) al centro culturale San Gaetano che racconta i due artisti messicani, assurti a miti planetari. Quella di Padova è l’unica tappe italiana del tour mondiale che tornerà in Messico.

LA DONNA E L’ ARTE

C’è una Frida – rivelata dalle lettere e dagli scritti dell’artista stessa – che si mostra come una persona sofferente, instabile, ma anche vivace, politicamente combattiva, sempre in cerca di amore, contraddittoria, ironica e dotata di un grande senso dell’ umorismo. Dall’altra parte però coesiste la Frida altezzosa, quella che inchioda lo sguardo sull’osservatore, fino a conquistarne l’anima. E ancora la Frida donna fiera e coraggiosa nella sua maschera di dolore, che si è fatta icona, è diventata simbolo della sofferenza delle donne. E la sua pittura è oggi una sorta di “rivendicazione, protesta della condizione femminile”. Frida dipinge l’aborto; Frida gemme sotto il peso di una mancanza lacerante: diventare madre; Frida reagisce con violenza al tradimento del compagno, ma a sua volta tradisce; Frida indossa iconograficamente gli abiti della società matriarcale; Frida si lascia crescere i baffi e le folte sopracciglia combattendo con radicale semplicità ogni paradigma imposto alla bellezza femminile. E sempre, come in un binario che corre dietro di lei, la sua storia è metafora del suo Messico dilaniato. Lei che è la figura centrale nell’arte messicana, lei che è una delle pittrici latinoamericane più celebri del XX secolo. E poi c’è Diego Rivera. Il marito Diego è tra i più importanti muralisti del Messico. Insieme hanno formato una delle coppie più problematiche della storia dell’arte mondiale. La mostra San Gaetano racconta dunque anche una delle più travolgenti e burrascose storie d’amore e di passione dell’intera storia dell’arte. Con stili completamente diversi, sono diventati iconici hanno avuto un ruolo cruciale nella definizione e nell’affermarsi dell’ Avanguardia messicana.

RIVERA A PADOVA

L’assessore alla cultura Andrea Colasio svela rapporto speciale di Rivera con Padova e la cappella degli Scrovegni:” Rivera viaggio a 14 anni in giro per l’Europa” riferisce “ eravamo in dubbio se fosse venuto a Padova: in realtà abbiamo trovato un disegno che lui fece della cappella Ovetari alla chiesa degli Eremitani, scrivendo a fianco un testo in francese,nel 1921. Sicuramente entrò nella Cappella degli Scrovegni, lo si capisce bene anche guardando la sua opera intitolata “La morte del peone” e confrontandola con la deposizione di Cristo dipinta da Giotto in Cappella. Ma c’è di più. Quando Rivera arriva in Europa, non è un muralista, ed e’ solo dopo il confronto con i cicli parietali affrescati, in Cappella degli Scrovegni, che tornando in Messico inizia a raccontare la rivoluzione. Giotto fu il principale protagonista della rivoluzione pittorica che si realizzò in Italia a partire dai primi decenni del Trecento e che portò alla tridimensionalità, alla narrazione, alla rappresentazione dei sentimenti e allo studio dei tratti fisionomici…e Rivera trasporto queste capacità rivoluzionarie nel suo moralismo, realizzando anche lui la sua rivoluzione.

ESPOSIZIONE CORALE

È un’esposizione corale quella proposta. Accanto alla grande pittura di Frida Kahlo e di Diego Rivera (ben 23 le opere di Frida e 9 quelle di Diego), viene proposta anche un’ampia sezione fotografica. Ci sono gli scatti del padre di Frida, Karl Wilhelm Kahlo, ebreo tedesco emigrato in Messico, abile fotografo d’architettura. Frida da piccola lo accompagnava nelle sue campagne in giro per il Messico e questa collaborazione influenza molto la sua arte: la fotografia presa da piccola seguendo il padre insegnò a Frida ad avere un occhio fermo, capace di vedere anche la crudezza dell’esistenza e la rigorosa costruzione dell’immagine con ogni suo dettaglio. Ma non basta. Una delle sale dedicate alla mostra espone una selezione di costumi messicani che richiamano colori e forme dei matriarcati. La proposta è dunque una sorta di “giostra inebriante” di ispirazioni culturali e concettuali. Sullo sfondo emerge il ritratto di un Messicano diventato mito per la forza evocativa, la vitalità e l’autenticità del ‘900, quando il Messico era il cuore pulsante per intellettuali, artisti, militanti e avventurieri del vecchio continente. E nessuno come Frida e Diego hanno saputo tradurre nell’arte quel mondo di passione, di bellezza, di incanto, ma anche di straordinaria forza e soffocante sofferenza…insomma di contraddizioni che però non stonano tra loro. Dietro le quinte il Comune di Padova e l’organizzazione è di Vergel Foundation, MOndoMOstre e Shira, in collaborazione con l’Instituto National de Bellas Artes y Llteratura (INBAL)

I biglietti a partire da 13 €. La mostra è aperta dal lunedì al giovedì e il weekend dalle 10 alle 19:30, il venerdì dalle 10 alle 22. Per San Valentino data emblematica visto la passione travolgente tra Frida e Diego il biglietto costava 10 € e la mostra è rimasta aperta fino alle 22, oltretutto quella data è coincisa anche con l’inaugurazione. Avrà portato bene a le giovani coppie che l’hanno visitata?

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