Venerdì 28 febbraio ore 18.30 nella Sala Rossini del Caffè Pedrocchi a Padova “VOLPI FORZA 5 + 1 dell’Arte Contemporanea – Giovanna Ricotta in Sorprendimi – la Prima”

Ancora luccica la scia glitterata lasciata da Giovanna Ricotta – la più grande performer italiana – lungo la scalinata della palazzina Pedrocchi a Padova, lungo lo scalone che dal pronao neoclassico raggiunge il piano Nobile e che ha tinto di rosa il sontuoso tappeto rosso durante l’acclamata performance “Diva” curata e organizzata dal giovane curatore e gallerista Giorgio Chinea Canale. La performance, della durata esatta di 11 minuti è stata immortalata dal fotografo Marco Bergamaschi che ne ha realizzato preziosi scatti d’artista; mentre la ripresa video è stata affidata ai due video makers Matteo Sabbadin e Riccardo Boscato con l’ausilio di Miki Shipperman dei Munchies production. 

Il video “Sorprendimi” sarà proiettato in anteprima nazionale venerdì 28 febbraio alle ore 18.30 in Sala Rossini del Caffè Pedrocchi a chiusura di un importante simposio aperto a tutta la cittadinanza con ingresso libero e organizzato da Giorgio Chinea Canale in collaborazione con il Comune di Padova e l’Assessorato alla Cultura e patrocinato anche dal Dipartimento dei Beni Culturali Università di Padova, Università di Bologna. 

L’artista Giovanna Ricotta in Sorprendimi. Venerdì 28 febbraio l’artista sarà presente.

Precede infatti la proiezione la conferenza “VOLPI FORZA 5 + 1 dell’Arte Contemporanea – Giovanna Ricotta in Sorprendimi – la Prima” con interventi del curatore e gallerista Giorgio Chinea Canale, di Guido Bartorelli Professore Associato Unipd e Silvia Grandi, ricercatrice confermata Unibo. 

L’evento allaccia la nuova mostra organizzata nella galleria padovana Giorgio Chinea Art Cabinet in Galleria Cappellato Pedrocchi che resterà aperta al pubblico fino al 30 marzo 2020 e struttura in due distinte sezioni. Nel bow window avremo “Trilogia Celeste” ovvero i tre storici lavori di Ricotta che sono: Toilette 2008, Fai la cosa giusta 2010, Falene 2012. In esposizione foto e video delle tre performance storicizzate e che hanno reso celebre a livello nazionale l’artista, e da ora curate da Giorgio Chinea Canale. Mentre nella Galleria ci sarà “Sorprendimi”, il progetto curatoriale di Giorgio Chinea Canale e che vede schierati foto e video dell’ultima performance di Ricotta e vari pezzi d’arte legati al concetto espresso dall’artista sul “corpo performativo”, ovvero gli oggetti usati durante la sua performance le foto, i video le installazioni e i disegni. 

Ma l’avventura con Giovanna Ricotta per Giorgio Chinea Canale non si esaurisce in questi due step. Il Mambo di Bologna nella primavera 2020 inserirà nella sua collezione permanente – istituzionalizzando e musealizzando di fatto l’artista – l’opera “Non sei più tu” performance realizzata proprio al Mambo nel 2016. Un traguardo importante per il giovane Giorgio Chinea Canale che sta lavorando in città già da tre anni con progetti che spaziano dal Neo Pop internazionale al sofisticato mondo della performance art, passando anche per la tradizione della pittura di genere italiana. Giorgio Chinea Canale nel suo intervento in sala Rossini affronterà un tema a lui molto caro: la performance art storica anni ’70. “Mi focalizzerò – spiega il curatore gallerista – sulla figura delle giovani artiste (ne ho individuate 5) che, grazie alle loro azioni, spesso di denuncia, ma anche poi estetiche e poetiche hanno modificato eternamente l’intero corso della storia dell’Arte aprendo così di fatto, e senza saperlo, i mercati e le gallerie alle donne e alla possibilità di essere considerate Artiste”.

Il gallerista Giorgio Chinea Canale

Nulla è lasciato al caso da Giorgio Chinea Canale che così spiega il titolo del simposio: “Ho voluto dedicare il titolo di questa mia conferenza a un grande del cinema internazionale, che è femminista e un po’ voyeur – come me – e al suo iconico “Pulp Fiction”. Tarantino attraverso la tecnica narrativa del “film dentro il film” rende Mia Wallace (Uma Thurman) l’ipotetica protagonista di un film d’azione tutto al femminile: “Volpi Forza 5”. Cinque ragazze appunto, tutte specializzate in un campo differente e che io ho rivisto in quelle cinque paladine care alla storia dell’arte più contemporanea e sofisticata che hanno portato in alto la performance art con coraggio e dedizione: Marina Abramovic: la Boss; Valie Export: l’esperta in Armi da fuoco; Gina Pane: lame e armi bianche; Carolee Schneemann: sistemi informatici e detonazioni; Rebecca Horn: travestimenti”.

La performance art è materia di studio molto amata da Giorgio Chinea Canale che nel 2012, prima di approdare a Milano per perfezionarsi come curatore, ne ha fatto oggetto della sua tesi di Laurea presso il DAMS di Padova.

Fonte: Giorgio Chinea Art Cabinet

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Caporedattrice

Una laurea in lettere con la predilezione per l'organizzazione di eventi. Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici. Una passionaria. Di tacchi a spillo e vestiti. Di viaggi e letteratura. Di enogastronomia e scrittura. Di cucina e vino. Della carne che cuoce sulla brace e del rito magico delle tagliatelle fatte in casa. Delle mille storie che ti racconta un vino e dei ricordi che ci puoi nascondere dentro. Dei filari di viti immersi nella luce calda dell’imbrunire, con tutta la loro poesia. Della vita. Ha dei gusti semplici, si accontenta sempre del meglio. Lo diceva anche Oscar Wilde. Un'Amélie Poulain di provincia che sogna le grandi metropoli e coltiva un amore profondo per Milano. Si commuove di fronte al suono di un pianoforte, alle mille sfumature rosa dei tramonti, ai quadri impressionisti e ai vestiti di Giambattista Valli

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