Mickey Rourke, sceglie Giuseppe Ferlito, regista, sceneggiatore e pittore padovano per girare un documentario sulla sua vita

È lo stesso attore a pubblicare la notizia con un post su Instagram che lo ritrae insieme al regista e pittore padovano davanti ad un quadro realizzato dello stesso Ferlito.
Il quadro ritrae la modella Kate Moss dipinta nell’ormai caratteristico stile “Pop Art” di Ferlito.
Nel post Mickey Rourke racconta che aveva detto all’amico Ferlito quanto ritenesse “kool” quel quadro ed il regista, in occasione dell’inizio delle riprese, che si sono tenute a ottobre 2022 a Las Vegas, ha omaggiato l’attore hollywoodiano consegnandogli l’opera che tanto gli era piaciuta.

Il post di Mickey Rourke su Instagram


L’amicizia e il reciproco rispetto tra i due artisti dura ormai da più di dieci anni, da quando i due si sono conosciuti, in maniera totalmente casuale, a Los Angeles nel noto ristorante italiano Cipriani.
Da allora Rourke e Ferlito sono rimasti in stretti contatti e in più occasioni si sono scambiati commenti di reciproca stima attraverso i loro account ufficiali di Instagram.
Ferlito ha da poco presentato a Venezia, durante la Mostra del Cinema, il suo ultimo lungometraggio “The private lives of Jordi Mollà e Domingo Zapata”, documentario accolto da un grande successo registrando il tutto esaurito all’anteprima nazionale.
Lo stesso documentario era stato già presentato negli Stati Uniti, al Faena Theater di Miami, durante Art Basel, la più importate fiera d’arte internazionale.
Ferlito, che ormai vive da più di 20 anni tra gli Stati Uniti e l’Italia, continua a dedicarsi parallelamente a entrambe le sue passioni.
Se da un lato infatti c’è il cinema, con produzioni di film, documentari e cortometraggi, dall’altro c’è la pittura che lo ha portato ad esporre all’interno di alcune delle più prestigiose gallerie di Miami, New York e Los Angeles.

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Caporedattrice

Una laurea in lettere con la predilezione per l'organizzazione di eventi. Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici. Una passionaria. Di tacchi a spillo e vestiti. Di viaggi e letteratura. Di enogastronomia e scrittura. Di cucina e vino. Della carne che cuoce sulla brace e del rito magico delle tagliatelle fatte in casa. Delle mille storie che ti racconta un vino e dei ricordi che ci puoi nascondere dentro. Dei filari di viti immersi nella luce calda dell’imbrunire, con tutta la loro poesia. Della vita. Ha dei gusti semplici, si accontenta sempre del meglio. Lo diceva anche Oscar Wilde. Un'Amélie Poulain di provincia che sogna le grandi metropoli e coltiva un amore profondo per Milano. Si commuove di fronte al suono di un pianoforte, alle mille sfumature rosa dei tramonti, ai quadri impressionisti e ai vestiti di Giambattista Valli

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