Tema principale della serata: i minori come vittime di violenza assistita. L’intervento della prof. Anna Costanza Baldry sugli orfani di femminicidio, e il supporto delle istituzioni e delle imprese locali a favore della lotta alla violenza

 

Si è svolta, a fine novembre,  l’ottava edizione di quello che è ormai il consueto appuntamento annuale che Gruppo Polis, in collaborazione con Confcooperative Padova, organizza a sostegno delle donne vittime di violenza e dei loro bambini. Come per la scorsa edizione, l’evento ha avuto luogo all’interno della magnifica sala Rossini dello storico Caffè Pedrocchi. Un sold out completo: alla cena di beneficienza hanno partecipato ben 150 persone, tra cui molti esponenti dell’imprenditoria padovana e delle istituzioni che hanno dimostrato il loro sostegno al contrasto alla violenza.

Quest’anno, l’iniziativa ha voluto mettere in luce un aspetto spesso trascurato quando si parla di violenza sulle donne: il ruolo dei minori come vittime di violenza assistita e come orfani di femminicidio. La serata, presentata da Micaela Faggiani, presentatrice e giornalista di La7, ha visto l’intervento di varie voci che hanno dimostrato la loro solidarietà nei confronti della lotta alla violenza.

I saluti istituzionali iniziali sono stati dati da Anna Licia Balzan, Console Onorario del Principato di Monaco per il Triveneto, Francesca Benciolini assessore in delega per le Risorse Umane del Comune di Padova ed Elisa Venturini Presidente di ANCI Veneto.

A seguire l’intervento di Alice Zorzan, di Gruppo R, durante il quale ha presentato i servizi di Gruppo Polis per le donne, soffermandosi sull’accoglienza a Casa Viola che ospita donne vittime di violenza e i loro figli minorenni. Secondo Alice Zorzan, infatti, è molto importante approfondire il lavoro che si fa con i minori e di insegnare loro delle alternative alla violenza, in modo da cercare di evitare un’eventuale trasmissione intergenerazionale della violenza stessa.[easymedia-gallery med=”25434″ pag=”6″]

Durante la serata ha avuto luogo il momento dedicato a Imprese per bene, riconoscimento che negli anni hanno ricevuto le aziende che si sono distinte per aver voluto dare un sostegno concreto e continuativo a Gruppo Polis: Loredana Favero del Molino Favero, Prof. Luigi Sposato di Eurointerim, Federico Pegorin di Pettenon Cosmetics. Il riconoscimento di quest’anno è invece andato a Carla Montemitro del Poliambulatorio specialistico Donna Più.

Coinvolgente l’intervento di Anna Costanza Baldry, professoressa presso la Seconda Università di Napoli. Durante il suo intervento, la prof.ssa Baldry ha parlato del dramma dei bambini che lei chiama “orfani speciali”, costretti a subire un doppio lutto quando la madre viene uccisa dal proprio padre: il lutto per la madre che viene a mancare e il lutto per il padre che viene arrestato. Dal 2000 ad oggi, infatti, sono più di 1600 gli orfani di femminicidio in Italia. Avvenimenti come questi, sconvolgono la vita del minore anche e soprattutto da un punto di vista psicologico, senza contare che spesso i bambini che assistono scene di violenza domestica saranno gli uomini violenti di domani. La prof.ssa Baldry ha poi posto l’accento sulla mancanza di una legge a tutela dei minori vittime di questo tipo di violenza.

In seguito, Laura Roveri, sopravvissuta a un tentato omicidio da parte del suo ex fidanzato, è intervenuta con un toccante commento sull’importanza della sensibilizzazione e l’educazione dei bambini e delle nuove generazioni nel rispetto della donna così da favorire un cambiamento culturale attraverso i piccoli gesti quotidiani, delle cose di ogni giorno, “perché la violenza parte da là”.

A chiudere la serata, la calda voce di Alessandra Pascali.

A proposito dell'autore

Simona Pahontu
Caporedattrice

Una laurea in lettere con la predilezione per l'organizzazione di eventi. Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici. Una passionaria. Di tacchi a spillo e vestiti. Di viaggi e letteratura. Di enogastronomia e scrittura. Di cucina e vino. Della carne che cuoce sulla brace e del rito magico delle tagliatelle fatte in casa. Delle mille storie che ti racconta un vino e dei ricordi che ci puoi nascondere dentro. Dei filari di viti immersi nella luce calda dell’imbrunire, con tutta la loro poesia. Della vita. Ha dei gusti semplici, si accontenta sempre del meglio. Lo diceva anche Oscar Wilde. Un'Amélie Poulain di provincia che sogna le grandi metropoli e coltiva un amore profondo per Milano. Si commuove di fronte al suono di un pianoforte, alle mille sfumature rosa dei tramonti, ai quadri impressionisti e ai vestiti di Giambattista Valli

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