Dario Dall’O’, ci racconta in quest’intervista, la sua azienda e la raccolta fondi pubblica che ha lanciato insieme alla moglie Silvia a favore della Città della Speranza. La raccolta fondi ha ad oggetto la loro prima magnum di Pinot Nero 2018 con un’etichetta che raffigura la tela di un artista del calibro di Massimo Zanetti, tela che verrà donata ad uno dei donatori alla fine della raccolta che si conclude il 10 giugno.

Dario, ora lei e la sua famiglia vivete in Trentino, ma non avete sempre vissuto lì.

Siamo una famiglia veneta, proveniamo dai Colli Euganei e in precedenza lavoravo in un’azienda agricola che produceva vino e olio. Sia io che mia moglie Silvia siamo appassionati di montagna e avevamo l’ambizione di creare una nostra azienda. Alla fine siamo arrivati, non so se casualmente o per qualche disegno, in un territorio che abbiamo amato fin da subito. Siamo a Cavedine, in Trentino, a 550 mt sopra il livello del mare, a 20 km da Riva del Garda e a 20 km da Trento e 40 da Madonna di Campiglio. Affacciato a noi c’è l’Adamello del Brenta, un paesaggio unico e mozzafiato.

Questo è un momento particolarmente difficile e proprio in questo periodo lei e sua moglie avete pensato ad un gesto di solidarietà per i più piccoli. Ci vuole raccontare questo progetto?

Conoscere la Fondazione Città della Speranza è stata una delle cose più belle accadute in questo periodo. In un momento in cui sembra che tutte le altre malattie siano scomparse perché si parla solo di Covid19, mia moglie Silva ed io abbiamo deciso di aiutare i bambini e sostenere la ricerca sulle malattie oncoematologiche pediatriche lanciando una raccolta fondi pubblica che ha per oggetto la nostra prima magnum di Pinot Nero 2018 e una tela del quotato artista contemporaneo Massimo Zanetti, la cui opera è ripresa anche nell’etichetta della bottiglia. Il ricavato sarà interamente devoluto alla Città della Speranza. Al termine della raccolta fondi, il 10 giugno, il vincitore verrà estratto tramite lotteria tra i donanti durante una serata di Gala gourmet in cantina. Il nostro Pinot Nero come anche lo Chardonnay sono realizzati dal quotato wine maker Roberto Cipresso con il quale stiamo lavorando anche ad un metodo classico.

Cosa c’è dietro la scultura di legno che contiene la magnum di Pinot Nero?

Quando abbiamo pensato alla magnum serviva anche una bella confezione che la contenesse, ma non riuscivamo a trovare nulla che andasse bene e allora con mio figlio siamo andati nel bosco e abbiamo preso un tronco e così la scultura di legno l’ho realizzata io. Alla sinistra della scultura ci sono i vigneti della montagna, le radici del progetto, a destra c’è una città colorata che rappresenta la Città della Speranza e in mezzo c’è il Ponte di Rialto, cioè l’arte che unisce le due cose.

La tela di Massimo Zanetti e la magnum di Pinot Nero

Sulle bottiglie che produce c’è sempre una dedica alla famiglia. Cosa significa per lei la famiglia?

La famiglia è la mia forza. La famiglia è quella creazione che ti da la forza di andare avanti e per portare avanti i progetti che sono condivisi.

Qual è il significato dello spot “IO CI STO” che avete realizzato per la promozione della raccolta fondi?

Il significato è molto semplice: tutti uniti per questa bella causa a favore dei bambini.

Per donare: bonifico bancario presso la Banca Popolare dell’Alto Adige IBAN:IT92G 05856 60480 177570174961 Causale Magnum Dall’O’

A proposito dell'autore

Simona Pahontu
Caporedattrice

Una laurea in lettere con la predilezione per l'organizzazione di eventi. Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici. Una passionaria. Di tacchi a spillo e vestiti. Di viaggi e letteratura. Di enogastronomia e scrittura. Di cucina e vino. Della carne che cuoce sulla brace e del rito magico delle tagliatelle fatte in casa. Delle mille storie che ti racconta un vino e dei ricordi che ci puoi nascondere dentro. Dei filari di viti immersi nella luce calda dell’imbrunire, con tutta la loro poesia. Della vita. Ha dei gusti semplici, si accontenta sempre del meglio. Lo diceva anche Oscar Wilde. Un'Amélie Poulain di provincia che sogna le grandi metropoli e coltiva un amore profondo per Milano. Si commuove di fronte al suono di un pianoforte, alle mille sfumature rosa dei tramonti, ai quadri impressionisti e ai vestiti di Giambattista Valli

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