Incontro con ANNA BUSSOLOTTO nel suo studio a Padova. La fotografa – artista che è nata e vive a Padova,  ci parla di sé, del suo  lavoro, dei suoi progetti.

Dinamica, effervescente, esprime ovunque la sua creatività  raffinata che vediamo  anzitutto nei suoi meravigliosi ritratti. E’ per farci apprezzare ancora di più il suo lavoro che nasce il magazine KNOCK THE EIGHT,  un nuovo, importante progetto:

D. Anna, ce ne vuoi parlare?

R. Volentieri, certo. E’ un progetto nato per aprire  un po’ di più il panorama  di quelli che sono i lavori su commissione; la cliente viene per il ritratto e va via con qualcosa che ‘parla’ del mio lavoro, vede che non faccio solo quello. Per ora c’è solo il desiderio di far vedere le cose che faccio e in fotografia la stampa ha sempre il suo fascino, l’apprezzi  sempre in modo diverso; sui social le immagini restano troppo poco tempo, invece la stampa rimane. Avevo piacere insomma che si sapesse di più di cosa mi occupo, non solo ritratti, ma anche lavori aziendali, stampa fine art, i miei progetti artistici.

Il titolo l’avevo già in mente da tempo, nasce da un aneddoto sul mio cognome che mi raccontava mio padre; lui andava molto bene in una materia e un giorno che non aveva brillato in un compito, il professore l’ha apostrofato.. “Bussolotto , non bussi più l’otto”… ecco Knock the eight…!!L’autoironia è fondamentale nella vita, no?

D. Passiamo all’altro importante lavoro che ti ha vista impegnata nell’ultimo anno. Un evento sul quale non si sono spente le luci dei riflettori, anzi l’interesse è più vivo che mai: immaginerai che sto parlando di ADOLESCENZA IMPAVIDA un evento artistico di altissimo livello, un tema trattato con sapienza, grande delicatezza e raffinatezza e che ha ottenuto un forte impatto mediatico.

R. Si, infatti, un progetto riuscito. Nato dalla  collaborazione con Team for Children e la sua presidente Chiara Girello Azzena , Presidente dell’associazione. I ritratti delle ragazze, le mie ‘guerriere’ che hanno collaborato con entusiasmo , grande fiducia e coraggio, hanno portato un grandissimo risultato artistico e di pubblico. Non mi aspettavo tutto questo riscontro, ma la  soddisfazione è stata grande . Siamo in procinto di esporla a Pavia a Giugno nell’ambito della manifestazione  Pavia foto festival, poi si vedrà, ci sono altre cose sul fuoco non ancora concretizzate…

D. Bene, ne riparleremo a tempo debito allora. Rimaniamo in tema di successi e parliamo delle tue opere selezionate per essere vendute all’asta di Sotheby’s, in mezzo ad altri grandi artisti nazionali ed internazionali.

“Scoiattolo”

R. E’ un appuntamento annuale che va avanti da anni. Sotheby’s batte un’asta per una raccolta fondi per conto di una onlus molto grossa di Milano, “SCATTI PER BENE” viene fatta alla Triennale , ci sono un centinaio di opere di autori anche molto importanti, la sala piena di gente, non sono mai andata personalmente, sono un po’ permalosa.., se la mia foto non se la comprasse nessuno ci rimarrei troppo male, invece ormai è il quarto anno e devo dire che le foto vengono apprezzate: ho iniziato con la foto del neonato sul tronco, poi ho portato un’altra foto , si chiama scoiattolo, un’altra scattata a Parigi e l’ultima, una foto scattata in Grecia si chiama gaidaros, asino in greco, che in realtà è proprio ciò che manca nella foto. E’ un classico paesaggio greco un po’ brullo, muretto a secco, albero storto e… manca l’asino! Forse è anche la foto che ha venduto meglio delle altre; le foto sono tutte disponibili per l’acquisto, in stampa fine art e  in numero limitato. Mi piace dare titoli ironici alle mie foto, giocare sulle illusioni…ti mando gli scatti.

D. Anna, la fotografia è ricerca oltre  che tecnica; cosa deve avere secondo te una foto perché tu non voglia smettere di guardarla?

R. Nel momento in cui scatti una foto che sia un essere umano, un animale , un oggetto , che siano foto su commissione,  un progetto fotografico o che fotografi per te stessa, si crea una relazione con il soggetto, ed è in base alla qualità di quella relazione che nasce una foto di un certo tipo. In effetti puoi avere tutta la tecnica che vuoi, ma a volte quella relazione non si crea e la foto, che può comunque essere bella, tu non la ami.

D. Rimanendo nel tuo lavoro, ogni volta è una nuova storia, come ti prepari a uno shooting, come riesci sempre a creare l’empatia con i tuoi clienti/soggetti?

R. E’ vero, ogni volta è una nuova storia; sono abbastanza tormentata, inquieta, ogni servizio fotografico è una storia e un impegno emotivo forte. Puoi lavorare sempre con gli stessi schemi di luci collaudati oppure sperimentare di volta in volta nuovi azzardi ma c’è comunque sempre la variabile del soggetto che è determinante  e che magari ti spinge ad azzardare  scelte diverse da quelle che avevi pensato ad esempio passare alla luce naturale quando avevi impostato la luce in studio o improvvisare qualcosa di nuovo perché in quel momento si creano le condizioni per farlo.

D. Quali sono i grandi fotografi che ti hanno ispirata?

R. Da sempre e primo in assoluto, amo molto Bresson. Le sue immagini sono incredibili molto suggestive, ma anche altri, Annie Leibovitz, Richard Avedon, Elliot Herwit, Irving  Penn.

D. Quando hai capito che saresti diventata fotografa?

R. In realtà non è stata una cosa pianificata anche se io sono figlia e nipote di fotografi. E’ un mestiere di famiglia. All’inizio in realtà volevo fare il medico, ma non sono entrata a medicina, ho fatto qualche anno di biologia… ho perso un pò di tempo non capivo la mia strada, poi sono arrivata alla fotografia dopo l’incontro e con l’aiuto dell’uomo che poi è diventato mio marito che mi ha dato la spinta giusta.

D. Quali sono i soggetti che più ami fotografare?

Ritratto-di-Signora

R. Sono spesso identificata come fotografa di neonati per la mia foto del neonato sul tronco, in realtà ultimamente ho fotografato molte teen ager con grandissima e reciproca soddisfazione. Trovo le giovani ragazze di oggi naturalmente belle, diverse da com’eravamo noi; amano farsi fotografare e l’idea di avere un ricordo di questo periodo della loro vita  le diverte… ecco, diciamo che ultimamente le teen ager sono per me un soggetto fotografico  che amo molto. Ma anche i ritratti di signora; ultimamente è arrivata in studio una signora, accompagnata dalla figlia che voleva farle in regalo un bel ritratto. E’ stato per lei e per me un bellissimo pomeriggio. Dapprima c’era per lei un po’ d’imbarazzo davanti all’obiettivo poi via via si è appassionata e ci siamo divertite; ne è uscito un lavoro molto bello che mi ha dato e ci ha dato molta soddisfazione. Amo anche seguire personalmente la stampa dei miei lavori affidandomi a stampe fine art che esaltano le immagini rendendole uniche. La stampa di una fotografia è un momento molto importante cui tengo molto e che mi piace seguire personalmente.

Anna,  grazie per questa bella chiacchierata che ci ha fatto sapere qualcosa in più di te e del tuo bellissimo lavoro; la  riprenderemo a tempo debito per rimanere aggiornati sui tuoi futuri progetti artistici. A presto!