8 settembre: approda al Lido di Venezia La Santa piccola di Silvia Brunelli. In programma alle 09.00 presso la Sala Giardino la proiezione per la Stampa con incontro con la regista. Alle 16,30, sempre alla Sala Giardino, un inusuale red carpet con proiezione per stampa e pubblico alla presenza del cast. Un evento che vedrà l’incontro fra cinema e arte contemporanea con un’installazione, pensata per l’occasione, a firma del tanto celebre quanto irriverente street artist Maupal che rappresenterà per l’occasione la sua interpretazione di devozione e della umana, anzi umanissima, richiesta di aiuto che  pervade tutte le forme di superstizione  legate al pensiero magico/religioso.

La sua opera sarà la prima di una serie, che coinvolgerà artisti altrettanto coraggiosi in occasione delle tappe del tour promozionale del film. Serie che culminerà a Napoli in un grande evento in cui tutte le opere verranno esposte, e poi donate a La Sanità, il quartiere all’interno del quale si svolge la vicenda di questo film.Il film  prodotto da Rain Dogs vede l’aiuto sul territorio di Mosaicon FilmAntracineNuovo Teatro Sanità e dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.  La distribuzione internazionale è stata affidata a Minerva Pictures Group e TVCO mentre quella italiana sarà curata direttamente dai produttori in collaborazione con Emera film.

Un viaggio tra sacro e profano, alla scoperta del proprio posto nel mondo
Approda al Lido di Venezia La Santa piccola di Silvia Brunelli. Realizzato col grant di 150.000€ di Biennale College Cinema, il laboratorio di alta formazione della Biennale di Venezia che sostiene dal 2012 la produzione di opere prime e seconde, il film racconta la storia della fraterna amicizia di Lino e Mario che si incrina quando Mario scopre di provare per Lino qualcosa che va oltre la pura amicizia. Una storia di formazione e identità che si intreccia con l’imprevedibilità della vita all’interno del palcoscenico, a tratti surreale, delle credenze e superstizioni popolari di una Napoli colorata e variopinta. Sullo sfondo un’umanità piccola e delicata prigioniera della propria quotidianità, ancora legata a superstizioni e credenze religiose.La Santa piccola è il racconto dell’inizio di un viaggio, di una fuga inconsapevole da una quotidianità priva di prospettive scritta a tinte agrodolci: un film che parla di primavere senza paura di mescolare i toni del dramma con quelli della commedia amara per raccontare un- mondo talvolta anche pittoresco ma così impastato di simbolismo religioso e superstizione da trasformarsi in una prigione dalla quale sembra impossibile fuggire.