“Apocatastasi”, l’installazione di Renato Pengo è stata inaugurata nell’Agorà del Centro culturale Altinate San Gaetano a Padova. La mostra curata da Barbara Codogno rimarrà aperta fino al 23 luglio.

Immensa, imponente e inaspettata è la nuova installazione dell’artista Renato Pengo, Moltissime sono le domande che si pone lo spettatore davanti allo scenario creato dall’artista all’interno del Centro culturale Altinate San Gaetano a Padova: Un monolite, una tela completamente bianca e di grandi dimensioni scende dal soffitto dell’ambio spazio dell’agorà. Sparse a terra, a formare un giacimento del sapere, si accatastano cornici preziosamente decorate e una moltitudine di tubetti di colore usati. Una discarica scivolata giù dalla tela bianca. Da questo “giacimento” emerge la voce alterata e a tratti impercettibile del celebre critico francese Pierre Restany. “L’apocatastasi è il concetto globale di questa installazione. Il monolite bianco è luce bianca… energia pura. Tutto finisce e tutto avrà origine nel vuoto energetico – spiega la curatrice Barbara Codogno – Il bianco rappresenta allora l’eterno ritorno energetico”.[easymedia-gallery med=”23435″ filter=”1″]

Osservando l’installazione si notano alcune lavagne, intere e frantumate nelle quali l’artista ha siglato alcuni numeri e tratteggiando brevi linee di colore. L’intervento vuole richiamare i quattro elementi della natura. Per l’autore si tratta di una sorta di archeologico “microchip”: sulle lavagne vi è simbolicamente impressa tutta la storia a noi conosciuta.

In un mondo globalizzato e tecnologicamente in continua fibrillazione l’unica strada è la cultura che porta dentro di sé armonia (non egemonia) comprensione (non divisione) provocando quel salto salvifico (APOCATASTASI) senza inganni e prevaricazioni verso un nuovo umanesimo più giusto e solidale – racconta Renato Pengo – Allora porsi domande che producano sprofonda-menti placentari, nel buio involontario senza gravità. Percorrere il sentiero obbligato lasciando impronte di effimere indulgenze verso la luce promessa del vuoto energetico”.

A dare enfasi a questo concetto il sottofondo dei un discorso del critico Restany che, verso la fine degli anni ’90 definì in un manifesto lo “Shock Tecnologico”, concepito proprio dall’artista padovano e a cui Padova nel 2012 ha dedicato l’omonima mostra ( Shock ) ai Civici Musei Eremitani. La nobile critica che Restany dedicò a Renato Pengo viene ripresa anche da una serie di pannellature esposte nell’agorà che tratteggiano vita e poetica dell’artista, unitamente ad alcune fondamentali citazioni inerenti all’installazione che Pengo ha mutuato dal pensiero di Erasmo da Rotterdam, Maurice Blanchot, Friedrich Nietzsche, Thomas Stearns Eliot e Pier Paolo Pasolini.

Chiude l’installazione una poetica vasca in ferro. Nell’acqua contenuta nella vasca galleggiano dei fiori perenni – sono di plastica – e alcuni dipinti realizzati su polistirolo. Sigillano l’installazione alcune opere dell’artista che vanno dal 1990 al 2006: luminose costellazioni della vasta galassia della produzione artistica di Renato Pengo.
Padova Centro culturale Altinate San Gaetano
2 giugno – 23 luglio 2017 – ingresso libero – padovacultura.it

La mostra di Renato Pengo è possibile grazie all’aiuto di:

Nicola Meggiolaro – mediolanumprivatebanker.it
Paolo Longhin – bancamediolanum.it

Maurizio Compagnin – posaceramiche.it

Marco Bonomo – bstudiointerni.com

Stefano Masiero – masieroconfezioni.it

Il progetto promosso dal Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche del Comune di Padova e curato da Barbara Codogno.

FOTO: ROBERTA DALL’OGLIO