L’Uomo Vogue e automobili Lamborghini celebrano la decima issue del magazine dedicata alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Con un doppio evento tra la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista e la Palazzina G, L’Uomo Vogue ha celebrato, in partnership esclusiva con Automobili Lamborghini, la sua decima edizione dedicata alla Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia.
Una mostra, innanzitutto. The 10th Starry Year in Venice ha visto esposti nell’edificio storico in San Polo gli scatti più iconici dei protagonisti del cinema italiano e internazionale ritratti dal magazine Condé Nast. Una selezione di volti d’eccellenza tratti dal numero di settembre – come Monica Bellucci, Andrew Garfield e Jude Law, protagonisti delle sue tre copertine, ma anche Damien Chazelle, Francesco Carrozzini, Sam Mendes, Luigi Fedele e Aaron Taylor-Johnson – e dalle edizioni che hanno visto in primo piano i rappresentanti del grande schermo – tra cui Michael Fassbender, James Franco, Jake Gyllenhaal, Armie Hammer, Kit Harington, Laurie Anderson, Brady Corbet e Paolo Sorrentino.[easymedia-gallery med=”19157″ pag=”9″]
Dopo il vernissage, il direttore de L’Uomo Vogue Franca Sozzani e Stefano Domenicali, Chief Executive Officer di Automobili Lamborghini, hanno poi continuato ad accogliere gli ospiti nell’esclusivo hotel progettato da Philippe Starck per un elegante late party, protagonista James Franco, a Venezia per la presentazione del suo In Dubious Battle, assieme a cast e produzione.
Gli ospiti hanno potuto ammirare all’esterno dell’edificio la Lamborghini Aventador Miura Homage esposta sul pontile, per poi proseguire la serata con gli sponsor Chopard, Moët & Chandon e Shiseido.
Il rinomato Harry’s Bar, storico locale di Venezia, ha offerto le sue specialità agli ospiti della mostra “The 10th Starry Year in Venice”

A proposito dell'autore

Caporedattrice

Una laurea in lettere con la predilezione per l'organizzazione di eventi. Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici. Una passionaria. Di tacchi a spillo e vestiti. Di viaggi e letteratura. Di enogastronomia e scrittura. Di cucina e vino. Della carne che cuoce sulla brace e del rito magico delle tagliatelle fatte in casa. Delle mille storie che ti racconta un vino e dei ricordi che ci puoi nascondere dentro. Dei filari di viti immersi nella luce calda dell’imbrunire, con tutta la loro poesia. Della vita. Ha dei gusti semplici, si accontenta sempre del meglio. Lo diceva anche Oscar Wilde. Un'Amélie Poulain di provincia che sogna le grandi metropoli e coltiva un amore profondo per Milano. Si commuove di fronte al suono di un pianoforte, alle mille sfumature rosa dei tramonti, ai quadri impressionisti e ai vestiti di Giambattista Valli

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