Lunedì 16 aprile 2018, alle ore 17, nella sala Livio Paladin di Palazzo Moroni si terrà l’inaugurazione della mostra allestita nel Cortile Pensile di Palazzo Moroni “Gli Italiani di Crimea. La tragedia dimenticata”. Dal 16/04/18 al 29/04/18 aperta tutti i giorni, dalle ore 10:00 alle 18:00

 

L’ Associazione nazionale ex internati propone la mostra fotografica “Gli Italiani di Crimea. La tragedia dimenticata”, che racconta la drammatica storia degli italiani di Crimea, una comunità fondata dagli italiani giunti sulle rive del Mar Nero nel corso dell’Ottocento, che fu decimata dalla deportazione di massa del 1942 nei gulag staliniani del Kazakhstan.

Una storia di dolore ma anche di grande dignità e di speranza, con l’amore per l’Italia che non è mai venuto meno come dimostra l’attaccamento dei superstiti alla lingua e alle tradizioni degli antenati.
Evento patrocinato dal Comune di Padova.

In programma delle visite guidate a cura degli studenti dell’Università di Padova.
Inaugurazione: lunedì 16 aprile, ore 17:00
Intervengono Arturo Lorenzoni – vicesindaco del Comune di Padova, Egidio Ivetic del dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova, Stefano Mensurati – curatore dell’esposizione.
A seguire, vengono presentati i risultati della ricerca finanziata da Assopopolari sui soldati dell’Armir di Padova e provincia, fatti prigionieri dall’Armata Rossa e finiti ai lavori forzati nel gulag kazako di Karaganda.
Riferimenti: ufficio relazioni esterne – Settore Gabinetto del Sindaco e Relazioni Esterne – Comune di Padova
Luogo palazzo Moroni, via del Municipio, 1 (secondo piano) – 35122 Padova
Telefono 049 8205554 – 8205557
Fax 049 8205225
Orario da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 13:00
Email relazioni.esterne@comune.padova.it

A proposito dell'autore

Simona Pahontu
Caporedattrice

Una laurea in lettere con la predilezione per l'organizzazione di eventi. Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici. Una passionaria. Di tacchi a spillo e vestiti. Di viaggi e letteratura. Di enogastronomia e scrittura. Di cucina e vino. Della carne che cuoce sulla brace e del rito magico delle tagliatelle fatte in casa. Delle mille storie che ti racconta un vino e dei ricordi che ci puoi nascondere dentro. Dei filari di viti immersi nella luce calda dell’imbrunire, con tutta la loro poesia. Della vita. Ha dei gusti semplici, si accontenta sempre del meglio. Lo diceva anche Oscar Wilde. Un'Amélie Poulain di provincia che sogna le grandi metropoli e coltiva un amore profondo per Milano. Si commuove di fronte al suono di un pianoforte, alle mille sfumature rosa dei tramonti, ai quadri impressionisti e ai vestiti di Giambattista Valli

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