Venerdì 16 dicembre alle ore 18 sarà inaugurato il temporary shop creato ad hoc per la vendita del libro “Oltre L’Infinito” del fotografo padovano Giacomo Giovanni Stecca

Dal 16 dicembre 2016 al 6 gennaio 2017 sarà in vendita, grazie alla collaborazione con Fondazione Bano, presso Palazzo Zabarella (Via Degli Zabarella 14, 35121, Padova), il libro fotografico “Oltre L’Infinito” di Giacomo Giovanni Stecca, con prefazione di Oliviero Toscani. Papergraf Edizioni. 208 pagine, prezzo 33 Euro.

Stecca, classe 1986, diplomato presso l’Accademia John Kaverdash di Milano, dopo aver esposto “Prima Prova” e “Vedute di Instagram”, ha raccolto in questo libro l’intera serie di trecentosessantacinque scatti che hanno composto l’omonima esposizione presso Galleria Cavour nel luglio 2016, realizzata con il patrocinio del Comune e grazie alla collaborazione dell’Architetto Alessia Girardi, è stato pensato come strumento di facile ed immediata fruibilità dell’opera, preservando la possibilità di considerare il progetto stesso come supporto per finalità di studio.
L’intero progetto è il tributo ad un grande fotografo, Luigi Ghirri, che ha segnato la Storia della fotografia italiana, ed un monito per il futuro di quest’arte: l’apporto umano – il momento della scelta- in una contemporaneità iper-automatizzata.
Il soggetto degli scatti è sempre il cielo e, Altro elemento presente nella rassegna, caro al Maestro Ghirri, è la tematica della “continuità dello sguardo sulle cose”; anche nella mostra del fotografo padovano gli scatti sono stati realizzati nel corso di un anno, uno scatto al giorno.
Trecentosessantacinque volte il cielo,
Trecentosessantacinque scatti cromaticamente unici
e nel contempo ontologicamente identici.
Trecentosessantacinque porzioni di Infinito.

Palazzo Zabarella è aperto al pubblico da martedì a domenica ore 9.30 – 19. Rimarrà chiuso il Lunedì, e nei giorni:19, 24, 25 dicembre.

A proposito dell'autore

Simona Pahontu
Caporedattrice

Una laurea in lettere con la predilezione per l'organizzazione di eventi. Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici. Una passionaria. Di tacchi a spillo e vestiti. Di viaggi e letteratura. Di enogastronomia e scrittura. Di cucina e vino. Della carne che cuoce sulla brace e del rito magico delle tagliatelle fatte in casa. Delle mille storie che ti racconta un vino e dei ricordi che ci puoi nascondere dentro. Dei filari di viti immersi nella luce calda dell’imbrunire, con tutta la loro poesia. Della vita. Ha dei gusti semplici, si accontenta sempre del meglio. Lo diceva anche Oscar Wilde. Un'Amélie Poulain di provincia che sogna le grandi metropoli e coltiva un amore profondo per Milano. Si commuove di fronte al suono di un pianoforte, alle mille sfumature rosa dei tramonti, ai quadri impressionisti e ai vestiti di Giambattista Valli

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