In questi giorni esce al cinema The Danish Girl ma, forse, non tutti sanno che il romanzo di David Ebershoff e l’omonimo film sono ispirati ad una storia vera: quella di Gerda Gottlieb e Einar Wegener, artista transgender .

 

Gerda Gottlieb (1886 – 1940) e Einar Wegener (1882-1931), si incontrarono quando erano entrambi studenti della Kunstakademiet (la scuola d’arte) di Copenhagen, si sono sposati nel 1904, quando Gerda aveva 18 anni e Einar 22. Hanno tutti e due lavorato come illustratori, Einar specializzato in dipinti di paesaggio, e Gerda in illustrazioni di libri e riviste di moda. Dopo aver viaggiato attraverso l’Italia e la Francia, si stabilirono a Parigi nel 1912, dove Einar poté vivere apertamente come una donna (Lili Elbe). Nel 1930 Lili Elbe si sottopose in Germania ad un intervento chirurgico di riassegnazione di sesso, una tecnica allora sperimentale, e smise di dipingere. In seguito alle complicanze del quinto intervento nel 1931 morì.
Per quanto riguarda le carriere artistiche: Elbe ricevette il premio Neuhausens nel 1907 e espose alla Kunstnernes Efterårsudstilling del Vejle Art Museum, e al Saloon e Salon d’Autunno a Parigi. Anche Gottlieb espose ai Salon d’Autunno, degli Indipendenti e degli Umoristi, nella galleria Ole Haslunds di Copenaghen, e ricevette un premio nel 1925 alla fiera mondiale di Parigi.

 

A proposito dell'autore

Simona Pahontu
Caporedattrice

Una laurea in lettere con la predilezione per l'organizzazione di eventi. Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici. Una passionaria. Di tacchi a spillo e vestiti. Di viaggi e letteratura. Di enogastronomia e scrittura. Di cucina e vino. Della carne che cuoce sulla brace e del rito magico delle tagliatelle fatte in casa. Delle mille storie che ti racconta un vino e dei ricordi che ci puoi nascondere dentro. Dei filari di viti immersi nella luce calda dell’imbrunire, con tutta la loro poesia. Della vita. Ha dei gusti semplici, si accontenta sempre del meglio. Lo diceva anche Oscar Wilde. Un'Amélie Poulain di provincia che sogna le grandi metropoli e coltiva un amore profondo per Milano. Si commuove di fronte al suono di un pianoforte, alle mille sfumature rosa dei tramonti, ai quadri impressionisti e ai vestiti di Giambattista Valli

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