…è stata una magnifica galoppata a cielo aperto, una fantastica Freccia Rossa che scoccata dal Rebuffone ha sorvolato l’Italia e fatto ritorno al punto da cui era partita. Così, tanto per esser pronta a ripartire, appena fra un anno, per un’altra fantastica corsa lunga Mille Miglia.

Le auto son nonne amorevoli, prendono e danno in pari misura. Certo, a volte fanno anche le bizze, ma vengono sempre perdonate. In fondo, queste nobili e vetuste automobili restano amiche, compagne ideali di viaggio, ninnoli capricciosi e preziosi, quadri d’autore che a toccarli si frantumano ma che a guardarli e riguardarli solleticano pensieri e smuovono amori senza fine. Dunque, benedetta sia l’auto e chi l’ha inventata, benedetto colui che l’ha preservata dall’oblio e la guida e la condivide. Benedetta sia la Gilco, che da anni prende “due pelati”, li costringe a convivere e li porta in giro per l’Italia assicurando loro applausi, abbracci, baci e pacche sulle spalle generosamente distribuiti da folli folle a cui la Mille Miglia, rossa e provocante, consegna emozioni e pensieri così belli che al confronto qualsivoglia decantata-rara-visibile-straordinaria bellezza, passa in second’ordine. “Corretela ancora, sfuggenti Pelati!”, dice la bella californiana che una volta all’anno lascia l’altro mondo e viene nel nostro per fare incetta di frecce rosse, girare per l’Italia divagando, confondendo gli itinerari prestabiliti – Venezia e Cervia Milano Marittima per lei pari sono -, rincorrendo strade e piazze già percorse, ammirando Siena e poi Firenze, innamorandosi di Lucca e della frizzante Versilia, valicando la Cisa per vedere la ducale saporita prosciuttosa e formaggiosa Parma, inondando la pianura e le colline che scivolano attorno al grande fiume Po col profumo dei sui verdi anni, scambiando Milano per New York e la ferrea periferia che la allunga fino alla nobile Monza (un Palazzo Reale e una mitica pista l’autorizzano a farlo) per una costola della divina Manhattan, correndo felice tra paesi che pur vantando Santi e Madonne di carità maestri vorrebbero star bene da soli, danzando a suo modo tra i filari di vite della Franciacorta, ritrovando alla fine quel viale Rebuffone che attira a sé tutte le storie possibili e immaginabili della sempre cara e amata Mille Miglia. Una corsa da sempre sognata dagli amanti del brivido, invariabilmente, per dirla con Lucio Dalla, “un urlo di motori per strappare la gente dalle case” e per regalare “voci luci colori.”. Noi “pelati”, alla fine comunque “settimi”, di una Mille Miglia (la corsa a cui la bella californiana ora diretta a Montecarlo sogna di partecipare anche il prossimo anno), che seppur lontana dal leggendario “partivano di notte, arrivavano di sera, dopo mille chilometri, di questa fantastica carrera” e senza potervi aggiungereche “nessuno poteva dire se le macchine correvano per ritornare o scomparire…”, è stata una magnifica galoppata a cielo aperto, una fantastica Freccia Rossa che scoccata dal Rebuffone ha sorvolato l’Italia e fatto ritorno al punto da cui era partita. Così, tanto per esser pronta a ripartire, appena fra un anno, per un’altra fantastica corsa lunga Mille Miglia.

Autore: Andrea Costa

 

(NB: L’articolo è realizzato con la supervisione della giornalista Katja Rossi)